Idea

Il 31 dicembre 1726 Stanislao Kostka fu canonizzato. Ciò avvenne a Roma, nella Basilica di San Pietro. Quest’anno ricorre il 300° anniversario di quell’evento. La diocesi di Płock, dove il santo è nato, è stato battezzato ed è cresciuto, organizza un pellegrinaggio a piedi lungo il percorso compiuto da Stanislao Kostka nel suo cammino verso l’ingresso nella Compagnia di Gesù. Questo giovane della Masovia partì da Vienna, dove studiava presso il collegio dei gesuiti, per giungere infine a Roma, dove ottenne dal Superiore generale il permesso di entrare nel noviziato. Trascorse circa dieci mesi a Roma e morì il 15 agosto 1568. Al suo funerale parteciparono circa 6000 persone. Kostka dimostrò che è possibile rispondere con coraggio alla chiamata di Dio e che talvolta è necessario compiere passi radicali per discernere l’autenticità di questa voce e ottenere l’approvazione della Chiesa. Percorrendo la strada da lui compiuta, desideriamo pregare per la capacità di ascoltare la voce di Dio e di scoprire la sua volontà.

Intenzione

Durante il pellegrinaggio i partecipanti pregheranno per l’intenzione che stava a cuore a Stanislao Kostka mentre attraversava l’Europa. Desiderava diventare religioso. Pregheremo affinché i giovani chiamati da Dio al servizio nella Chiesa abbiano il coraggio di rispondere positivamente a questa chiamata e per i loro genitori, affinché sappiano accogliere i desideri e le decisioni dei loro figli.

Partecipanti

I partecipanti al pellegrinaggio saranno rappresentanti di tutti gli stati di vita nella Chiesa: laici (compresi i seminaristi), persone consacrate, forse un diacono, oltre a sacerdoti e vescovi. Prevediamo di mantenere i gruppi non troppo numerosi a causa delle limitate possibilità di alloggio. I pellegrini raggiungono autonomamente il percorso e ritornano a casa in modo indipendente. Trasporto, vitto, assistenza medica e attrezzatura necessaria devono essere organizzati personalmente.

La valigia vocazionale

I pellegrini saranno accompagnati da una cosiddetta “valigia vocazionale”, un baule in legno contenente un dipinto ispirato all’opera di Caravaggio La Vocazione di San Matteo. Si tratta di un’opera del pittore francese Bruno Desroche, che ha inserito personaggi contemporanei nella scena. Attorno al tavolo siedono ragazzi che bevono vino e guardano i loro smartphone. Accanto a loro si trova Carlo Acutis, che si china verso il gruppo cercando di spiegare qualcosa. Davanti a loro vediamo Gesù che indica con il dito uno dei giovani. Questi, con espressione sorpresa, indica se stesso come per dire: «Parli di me?». Accanto a Gesù c’è un sacerdote che indica anch’egli il ragazzo. Così appare la vocazione al servizio nella Chiesa. Devono incontrarsi tre dita: il dito di Dio, quello del chiamato e quello della Chiesa. Approfondendo questa scena possiamo scoprire che in una vocazione autentica si incontrano tre volontà: la volontà di Dio, quella dell’uomo chiamato e quella della Chiesa che conferma l’autenticità della vocazione. La prima valigia di questo tipo al mondo, benedetta da papa Leone XVI, sta attualmente viaggiando in Francia e ispira alla preghiera per le vocazioni. Abbiamo chiesto a Bruno di inserire san Stanislao Kostka nella nostra versione del dipinto. La valigia contiene anche reliquie dei santi Stanislao e Carlo. È stata realizzata per noi da Nicolas Genetier, amico di Bruno. Aperta e sostenuta da eleganti supporti, ricorda un computer aperto o una tavolozza da pittore.